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Emanuele Colandrea finalista a Musicultura XXVII

Submitted by Paolo Bruzzesi on 14/04/2016 19:40 Ultima modifica 14/04/2016 19:40 —
Per Emanuele Colandrea suona la sveglia di Musicultura: la sua Erika sul palco del Teatro Persiani

«Questa è una canzone che guarda alla qualità della vita: sono le piccole cose che aumentano la qualità di un amore»: così Emanuele Colandrea descrive Erika, il brano scelto dalla commissione d'ascolto di Musicultura.

Entrato ufficialmente a far parte della rosa dei sedici finalisti, prima di esibirsi sul palco del Teatro Persiani il cantautore latinense si è raccontato alla redazione di “Sciuscià”.

Sei ufficialmente uno dei sedici finalisti di Musicultura 2016. Che cosa hai fatto appena hai ricevuto la comunicazione? Qual è stata la tua prima reazione?

La mia prima reazione è stato un bel sorriso. Quando ti  ti iscrivi a qualsiasi tipo di manifestazione e ti arriva la chiamata in cui ti comunicano che hai passato il turno è sempre una bella sensazione, soprattutto se si tratta di un festival importante come Musicultura. Ho ricevuto una vibrazione sulla schiena … una “scossetta”, come si dice dalle mie parti!

Quali sono stati, secondo te, i motivi che hanno indotto la commissione d’ascolto a scegliereErika tra i tre brani con cui ti sei esibito alle Audizioni Live?

Non ne ho la più pallida idea! (ride n.d.r.) Probabilmente, secondo il parere della commissione, è stata la più bella delle tre. Effettivamente, anche io la reputo la più significativa.

Quindi credi che la canzone scelta sia quella che meglio ti valorizza…

Assolutamente! Mi sento felicissimo di questa scelta. Senza nulla togliere a Guerra tra poracci e Non mi cercate (le altre due canzoni con cui si è presentato alle Audizioni Live, n.d.r.), Erika è la canzone che mi rappresentava meglio e sono davvero contento di aver avuto la possibilità di proseguire il percorso del festival con questo brano.

Avrai sicuramente avuto modo di ascoltare gli altri artisti e - magari - di stringere amicizie. C'è qualcuno, tra gli altri finalisti, che ti ha maggiormente colpito?

Questa non è una domanda “politically correct”! (ride, n.d.r.) Tutti gli artisti che, come me, si esibiscono stasera durante il concerto dei sedici finalisti, a mio parere sono molto validi. Se proprio dovessi dire un nome, direi Luca Carocci, perché è un mio amico e gli auguro di superare anche questa fase del concorso. In ogni caso, lo ripeto, gli altri artisti sono tutti molto bravi, quindi, come si dice di solito … che vinca il migliore!

Hai affermato che la tua vita è regolata dalle sveglie impostate sul cellulare. Che cosa intendi?

Ebbene sì, metto la sveglia anche per ricordarmi di ritirare il bucato dalla lavatrice! Il fatto è che mi piace pensare a più cose nello stesso momento e questo porta per forza alla distrazione. Le sveglie  sono quindi il modo migliore per non dimenticare nulla: questo è uno dei miei usi preferiti del telefono, insieme al registratore per prendere appunti. E così vivo più rilassato: è una cosa che mi fa stare più calmo.

Francesca Palucci