Azioni sul documento

Luca Tudisca finalista a Musicultura XXVII

Submitted by Paolo Bruzzesi on 14/04/2016 18:36 Ultima modifica 14/04/2016 18:36 —
«Non importa cosa fai, ma come lo fai»: Luca Tudisca si racconta a Musicultura 2016

Tra i finalisti della XXVII edizione di Musicultura c’è anche di Luca Tudisca, giovane cantautore già noto al grande pubblico per essere stato uno dei concorrenti di “Amici di Maria De Filippi”. Un anno dopo l’esperienza nella scuola più famosa d’Italia, Luca Tudisca si è rimesso in gioco a Musicultura. E non sembra aver sbagliato, dato che la sua Guardami adesso è stata scelta dalla commissione d’ascolto, entrando così di diritto nella rosa dei sedici finalisti.

Prima di esibirsi sul palco del Teatro Persiani, Luca Tudisca si è raccontato alla redazione di “Sciuscià”.

Dopo poco più di un mese dalle Audizioni Live, ritorni nelle Marche – e più precisamente al Teatro Persiani di Recanti – da finalista. Come ti sei preparato per calcare questo palco così importante che, tra l’altro, rappresenta una tappa decisiva per ottenere il biglietto d’ingresso per la finale?

In realtà, mi sono preparato allo stesso modo delle Audizioni perché, in fin dei conti, quando salgo sul palco, che sia quello “sotto casa” o uno più importante, l’essenziale è suonare ed emozionare. Quando canto sono sempre molto concentrato: il focus deve essere puntato su questo.

Hai avuto modo di ascoltare e conoscere gli altri finalisti? Chi hai apprezzato maggiormente o senti particolarmente vicino dal punto di vista artistico?

In realtà li ho sentiti poco, preferisco ascoltarli direttamente sul palco senza informarmi troppo. Però, al di là di questo, ho avuto il piacere di legare e confrontarmi con i Sikitikis. Oltre ad essere molto simpatici, trasmettono una bella carica. Gli altri devo ancora ascoltarli meglio: stasera, durante il concerto, sicuramente mi farò un’idea più precisa.

Il pezzo che è stato selezionato dalla commissione d’ascolto è Guardami adesso. Sei contento della scelta? Ti va di parlarci un po’ di come è nata questa canzone?

Sono davvero contento che sia stato scelto questo pezzo, al quale sono legato particolarmente. La storia che c’è dietro al brano è molto personale: è legata alla perdita di un mio carissimo amico di infanzia. Nessuno se l’aspettava, in particolare io che ero a Milano (Luca Tudisca ha origini siciliane,n.d.r.). Ho scritto queste parole pensando a lui. Di solito, tendo a non raccontare questa storia perché credo che un brano debba essere apprezzato anche senza sapere cosa c’è realmente dietro.

“Amici di Maria De Filippi” è stato, in un certo senso, un trampolino di lancio che, se non altro, ha permesso di farti conoscere al grande pubblico. Qual è la tua opinione riguardo ai talent show, dopo l’esperienza che hai vissuto nella più famosa “scuola di talenti” d’Italia?

È innegabile che il talent sia un trampolino di lancio, la differenza sta nel come lo si fa. Non sono d’accordo con chi lo scredita solo perché “è talent” ed è inserito in un contesto televisivo. Si possono trovare persone davvero capaci che ottengono subito notorietà. Le canzoni sono scritte per essere ascoltate e apprezzate e farle sentire a più gente possibile è uno dei vantaggi che il talent show offre. Io non scredito nulla a priori. Ed ora mi ritrovo a Musicultura, che è un contesto molto diverso. Tutto è esperienza.

Cosa ti aspetta, artisticamente parlando, nel “dopo Musicultura”?

Sto lavorando al mio disco, mi dedico totalmente a questo. Nel frattempo, cerco di suonare dove posso e aspetto gli esiti di questa fase di Musicultura!

Roberta Ciavarella