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Pepp-Oh finalista a Musicultura XXVII

Submitted by Paolo Bruzzesi on 14/04/2016 18:27 Ultima modifica 14/04/2016 18:27 —
A Musicultura XXVII, “‘o sound stile N-A” di Pepp-Oh sul palco del Persiani

Appartiene all'“underground panzon”, è di origine napoletana e “’stu uaglion’ te raccont’ zero finzion’”: sono le stesse parole del brano Pepp-flOHw a presentare Giuseppe Sica, in arte Pepp-Oh, unico rapper finalista della XXVII edizione di Musicultura.

A poche ore dalla sua esibizione sul palco del Teatro Persiani di Recanati, il giovane artista partenopeo si è raccontato alla redazione di “Sciuscià”, mostrandosi temerario e determinato nel vivere in pieno la sua partecipazione a Musicultura e confidando nella possibilità di potersi esibire allo Sferisterio di Macerata. “La P, la E, la doppia P, la O, e poi ci metti l'H muta ca’ son’ per l'hip-hop”: questo e molto altro è Pepp-Oh.

Avrai sicuramente sperato di poter arrivare a questa fase del Festival. Avresti mai immaginato, però, di ritrovarti davvero nella rosa dei sedici finalisti? Come vedi il proseguimento di questa avventura?

Non mi aspettavo di poter risultare tra i sedici finalisti di Musicultura, pur augurandomelo con tutto me stesso – nel momento in cui ho creduto fermamente alla mia esibizione sul palco del teatro della Filarmonica di Macerata. Tutto quello che sto vivendo è bellissimo. Onestamente, immagino lo Sferisterio – a livello di importanza e rilevanza – simile all'ambiente sanremese … il che non è un male! Spero che questa avventura possa proseguire e che io riesca ad arrivare tra gli otto vincitori: giunto a questo punto della corsa, ci credo!

Nonostante tu abbia già collezionato molti live, soprattutto in seguito all'uscita del tuo primo album, questa sera ti esibirai sul palco del Teatro Persiani con la formazione al completo, la Babe-Band, per la prima volta. Perché questa scelta e come mai proprio in questa occasione?

Dopo la mia esibizione a Macerata, in occasione delle Audizioni Live, ho promesso che, se fossi arrivato in finale, mi sarei presentato sul palco del Persiani con la mia band. Forse la giuria, incuriosita dal volermi sentire con una formazione vera e propria e con un sound strumentale, ha decretato il mio arrivo in finale. Con la Babe-Band continuerò a suonare nei prossimi live, dopo questa primissima uscita, anche perché stanno aumentando le date delle mie esibizioni. Porto avanti il mio progetto musicale e mi piacerebbe sperimentare un disco strumentale.

Il brano Pepp-flOHw racconta proprio dell'artista Pepp-Oh, con un tono scherzoso e irriverente, nonché ironico. Secondo te, per quale motivo è stato scelto dalla giuria di Musicultura?

Sì, il mio brano è autocelebrativo in senso ironico. Non immaginavo potesse arrivare in finale, perchè è lontano dal solito stereotipo da rap, sia a livello testuale, sia per il sound –  molto hip hop –  a differenza di Qui e ora e Chesta nott’, più vicini al cantautorato e alla musica popolare. Questa è un'ennesima sfida e sono contentissimo che tutto stia andando nel verso giusto.

Il pubblico, spesso, è un giudice severo: accade che le sue critiche e apprezzamenti, il più delle volte, possano essere influenti nella carriera di un artista. Ma qual è il giudizio a cui tieni maggiormente, quando componi la tua musica? A chi sottoponi un brano per il primo ascolto?

Spesso sottopongo il primissimo ascolto alla mia ragazza o ai miei amici più cari, altre volte a mia madre – ma il suo è un ascolto superficiale perché, si sa, “ogni scarrafone è bello a mamma soja”!

L'esperimento del flow sulla partecipazione alle Audizioni Live sembra che abbia portato bene. Allora, perché non improvvisarne un altro, sulla fase finale di Musicultura?

Il flow sulle finali già sai che c'è, / questo è lo stile Pepp-Oh e Babe-Band, che fa per te; / Musicultura duemilasedici, ancora qua, / ‘o sound che ci sta, stile N-A.


Lucia Santarelli