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Musicultura sociale

 

Gianluca Massaroni si aggiudica il Premio della Critica 2006

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06-03-2006

Il trentenne Gianluca Massaroni di Voghera (Pavia) ha vinto il premio della critica alla XVII edizione del Musicultura Festival con la canzone “Le case in costruzione” per “essere riuscito a tradurre in modo illuminato le suggestioni spesso grigie e nebbiose della quotidianità di provincia, dando luce a un brano dove l’andamento melodico e l’interpretazione tagliente ne completano l’impianto di sapore neorealista.”

Gianluca è nato il 15 novembre 1976 a Voghera, città che dice essere delle tre P: Pazzi, Paperoni e Puttane. Non sentendosi legato alle ultime due categorie, Gianluca ha un rapporto di odio-amore con i primi.
Figlio di un restauratore di strumenti musicali e nipote di un liutaio, da loro ha ereditato la razionalità e la meticolosità, che usa per comporre musica: un pizzico di sana follia completa il suo ritratto di promettente garzone della musica d’autore italiana.


Dopo tante porte chiuse in faccia e risposte, spesso, date in malomodo, sei sbarcato qui a Musicultura. Come mai e cosa significa per te essere qui?
Credo molto in questo festival, perché lo reputo uno dei più seri per quanto riguarda il panorama cantautorale. Quindi sono felice che finalmente sia arrivata una pacca sulla spalla, anche perché essere qui per me vuol dire molto, principalmente avere un’opportunità in più di farsi ascoltare e arrivare a persone che seguono un certo tipo di musica.

Nella tua autobiografia parli di un legame con la tua famiglia molto stretto…
Piuttosto che parlare delle mie partecipazioni ad altri eventi e manifestazioni, preferisco descrivermi, soprattutto attraverso i rapporti con la mia famiglia. Le mie radici dicono molto di me, della meticolosità dell’artigiano che ho ripreso da mio padre e che riutilizzo nel comporre, dell’ambizione che è invece propria del ramo materno della mia famiglia.

Dichiari anche un rapporto di odio-amore con i pazzi: cos’hanno di così particolare da farti sentire “troppo normale”?
Invidio ai pazzi la possibilità di comportarsi così liberamente, mentre io son frenato da questa razionalità. Anche quando componi non puoi darti totalmente alla pazzia, devi seguire determinate regole nello stendere la musica. In parte, riesco ad essere libero solamente quando scrivo o quando sono sul palco: ovviamente non spacco la chitarra sulla cassa, ma piuttosto perché esprimo liberamente le mie emozioni… o, magari, spacco la cassa sulla chitarra!