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"Aspettando Lunaria": grande successo di pubblico per il concerto di Solomon Burke in Piazza Leopardi dove musica e spiritualità si sono incontrate

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26-08-2009

Due grandi personalità dell’animo umano sono riuscite a rendere elettrico un centro storico, quello di Recanati, che richiedeva a gran voce vitalità e voglia di partecipazione. Dai minuscoli vicoli, alle scalinate, alle scoscese salite che portano alla piazza, gruppi di persone salivano per conquistare faticosamente le 2000 poltroncine messe a disposizione dall’amministrazione comunale. Chiaramente non sono state sufficienti le sedie e non è bastata la piazza per contenere una platea che si è dimostrata anche provetta conoscitrice del grande repertorio internazionale di Solomon Burke. Ancora una volta la progettazione artistica di Musicultura ha fatto centro, inventando una serata che resterà memorabile. Il direttore artistico di Musicultura, Piero Cesanelli, molto orgoglioso del suo progetto, ha affermato: “Vedere degli spettatori così coinvolti e sciolti da qualsiasi imbarazzo, partecipare alla magia di questa serata è stato davvero un evento che ricorderemo tutti nel tempo. Si è respirata un’aria di felicità e una partecipazione che ha trasformato la platea tutta in un terzo protagonista”. La nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco Francesco Fiordomo, che ha subito sposato il progetto capendone il valore, ha anche messo a disposizione tutto il suo staff che non si è risparmiato in energia ed esperienza. Già dalle prime note del virtuosissimo organista, Rudy Copeland, si è capito che ci trovavamo di fronte ad una produzione internazionale: un grande concerto di soul and blues. La parola di mons. Claudio Giuliodori, vescovo della diocesi di Macerata, è riuscita poi con grande suggestione a creare attimi di grande intensità. Un pubblico che chiaramente era lì per il rythm and blues del grande Solomon Burke, sapeva restare in silenzio anche alla lettura di brani tratti dalle Confessioni di Sant’Agostino o del “Pastore errante dell’Asia” di Leopardi. Da parte sua il vescovo ha commentato: “Una serata ricca di intense emozioni in cui secondo l’esperienza di Lunaria le parole si sono intrecciate con la musica. La straordinaria sensibilità spirituale di Solomon Burke, insieme alle sue formidabili capacità canore, hanno creato il clima idoneo anche per ascoltare alcuni testi che aprono il cuore dell’uomo alle profondità dello spirito. Un’esperienza molto positiva che ha permesso di incarnare lo Spirito nella musica e la musica nello Spirito”. Il concerto ha vissuto momenti di grande coinvolgimento sia per pezzi più movimentati come il medley con Dock of the bay, Fa, fa, fa, fa, Spanish Harlem e Stand By me e quello con Long Tall Sally, Lucille, Tutti Frutti, sia per pezzi più lenti come Cry to me, Down in the valley, Georgia on my mind, Diamond in your mind, None of us are free e altri. Ci sono stati anche due momenti in cui i due protagonisti si sono confrontati: il primo quando mons. Claudio Giuliodori ha chiesto a Solomon che cosa significa per lui essere “The King of rock and soul ” e Burke ha risposto: “Avere l’opportunità di visitare città belle come questa, di venire in un paese così accogliente come l’Italia ed essere onorato della vostra presenza”; il secondo quando nel brano di chiusura, Everybody Needs Somebody, il vescovo ha abbracciato la chitarra nella jam session finale.